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Tempo di lettura: 6 minuti — Vale ogni minuto, fidati.

Ogni estate, puntuale come il caldo e le code in autostrada, arriva la stessa domanda:

"Dottore, ma io la crema solare la metto — perché mi sono lo stesso scottato?"

La risposta breve è: perché probabilmente la stai usando male.

La risposta lunga è questo articolo.

Non troverai qui pubblicità travestite da consigli, né l'elenco dei "10 migliori solari del 2025" con link di affiliazione. Troverai quello che cerco di spiegare in studio quando ho più di tre minuti a disposizione — che, lo ammetto, non è sempre il caso.

A Giugno e Luglio il termometro non scherza. E mentre tutti corrono a comprare la crema solare e a controllare l’indice UV, quasi nessuno pensa a un dettaglio molto più banale e molto più rischioso: la scatoletta di pillole nel cassetto del comodino.


Lo dico chiaramente, perché lo vedo ogni estate in studio: il caldo non è solo “fastidio”. Per chi prende farmaci tutti i giorni — e in Italia sono milioni di persone, soprattutto over 65 — è una variabile clinica vera e propria. Non ve lo dice il bugiardino con questa franchezza, quindi ve lo dico io.

Negli ultimi mesi il cortisolo è diventato uno degli argomenti più discussi online. Sui social – e in particolare su TikTok – viene spesso indicato come la causa nascosta di molti disturbi comuni: aumento di peso, stanchezza cronica, difficoltà a dormire, gonfiore. Ma quanto c’è di vero? E soprattutto: ha davvero senso dosare il cortisolo nel sangue in modo “preventivo”? In questo articolo facciamo chiarezza, con un approccio semplice ma basato sulla pratica clinica quotidiana.

Quando si parla di riconoscimento dell’invalidità civile o della disabilità, tra le prime domande che si pone il paziente: “Che documento devo fare? A cosa serve? E devo pagare?” La risposta non è sempre immediata. In questi anni l’iter per ottenere il riconoscimento di invalidità ha subito dei cambiamenti e dall'1 Marzo 2026 è attiva una nuova modalità che snellisce la procedura per il paziente.

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Poche classi di farmaci nella storia della medicina moderna hanno prodotto benefici comparabili a quelli delle statine in termini di riduzione della mortalità e morbilità cardiovascolare. Eppure, paradossalmente, poche classi di farmaci sono state circondate da un livello di sospetto, diffidenza e narrazione negativa altrettanto persistente. Negli ultimi quindici anni, l’idea che “le statine facciano male” si è progressivamente radicata nell’immaginario collettivo. Un lavoro pubblicato nel febbraio 2026 dal Lancet  rappresenta il tentativo più ambizioso e metodologicamente solido mai realizzato per rispondere a una domanda cruciale: quali degli effetti avversi attribuiti alle statine sono realmente causati dalle statine?

C’è qualcosa di profondamente moderno nel parlare di salute come se fosse un prodotto di consumo. Seduti sul divano, scrolliamo video su Instagram e TikTok: testimonianze di perdita di peso “miracolosa”, consigli su come ottenere prescrizioni, microdosi miracolose per “longevità”. In mezzo a questa frenesia digitale, spuntano nomi commerciali di farmaci ormai entrati nel linguaggio comune e con esse una promessa forte e semplice: perdere peso in modo efficace, con meno fatica.  

Dietro a questi nomi, però, non c’è un elisir: ci sono molecole, studi clinici, effetti collaterali, criteri medici di prescrizione e soprattutto un fenomeno sociale complesso che merita più di un semplice “trend”. Dalle iniezioni ai social: come i farmaci per il diabete sono diventati una moda.

Come sarà la salute nei prossimi anni? Di cosa dobbiamo preoccuparci veramente? Non sono domande banali. Il 2026 è iniziato con segnali chiari: non è più solo il tempo di curare, ma di ripensare a come viviamo, a cosa evitiamo e a cosa investiamo per stare bene. In questo articolo esploriamo i temi di sanità che stanno emergendo come dominanti nel dibattito pubblico e scientifico all’inizio dell’anno tra paure reali, tendenze di prevenzione e innovazioni tangibili.

La stagione influenzale è alle porte e, come ogni anno, torna anche la campagna vaccinale 2025/2026, un’occasione preziosa per proteggere la propria salute e quella delle persone più fragili. Da ottobre a febbraio è possibile richiedere gratuitamente la somministrazione dei principali vaccini raccomandati per l’adulto: antinfluenzale, anti-COVID-19, antipneumococcico, anti-Herpes Zoster e anti-HPV.